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E’ arrivato il freddo: adesso che si fa per essere sicuri che la caldaia non ci pianti in asso? Quali sono le scadenze per fare la manutenzione? E le multe se non la facciamo?

Il controllo delle caldaie è fatto a campione da parte del Comune: se capita a voi, dovrete mostrare il libretto dell’impianto che è rilasciato da chi vi ha installato la caldaia, su cui obbligatoriamente devono essere segnati i controlli fatti, con le relative fatture.

Ma bisogna distinguere fra controllo e controllo. C’è quello per l’efficienza energetica, che la legge stabilisce come obbligatorio. E c’è quello per la sicurezza, che sarebbe sempre meglio fare. Se la caldaia è centralizzata e quindi a uso di tutto il condominio, spetta all’amministratore occuparsene e quindi dovreste stare tranquilli.

Se invece avete un riscaldamento autonomo, dovete ovviamente preoccuparvene voi. I controlli per l‘efficienza energetica delle caldaie fra i 10 e i 100 kW con combustibile sia liquido che solido vanno fatti con scadenza biennale. Per gli impianti alimentati a gas o GPL i controlli vanni fatti con scadenza più dilatata, e cioè ogni quattro anni.

Le scadenze possono cambiare se la Regione in cui vi trovate ha stabilito regole diverse, e qui vi conviene verificare.

Anche il produttore o l’installatore possono stabilire di fare controlli più frequenti dei quattro anni.

Altra eccezione è se vivete in una cittadina con più di 40 mila abitanti: anche in questo caso le regole possono cambiare e per saperlo dovete recarvi presso lo Sportello Energia del Comune o della Provincia in questione.

Ma quanto può costare un controllo? Si parla di cifre fra i 50 e gli 80 euro, dipende dalla società interpellata e dai listini stabiliti dalla regione.