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Vino e Champagne in invecchiamento sul fondo del mare. Già da anni questi esperimenti hanno dato risultati molto positivi. Per serie limitate e selezionate.

In fondo una cantina cos’è se non un posto buio, a temperatura costante, lontano da chiasso e vibrazioni? Lo stesso possiamo dire del fondo del mare, nella tranquilla quiete sempre uguale giorno dopo giorno, notte dopo notte.

I produttori di vino, italiani ma anche francesi, sperimentano da anni l’invecchiamento delle loro bottiglie in mare. Con risultati a volte sorprendenti.

La maison Veuve Clicquot per esempio ha immerso nel mar Baltico, a 40 m di profondità, una selezione di Yellow Label Vintage Rosè e Demi-Sec del 2004. La sperimentazione è stata nominata Cellar In The Sea e durerà quarant’anni, con prelievi periodici e comparazioni con bottiglie equivalenti a quelle immerse.

 

 

 
In quello stesso mare nel 2010 furono ripescate 168 bottiglie di vini rari e champagne preziosi datati 1840, dal relitto di una nave affondata e probabilmente destinata allo zar. All’assaggio, gli esperti dichiararono che le bottiglie si erano conservate perfettamente.

Anche in Italia ci siamo dati da fare, la casa vinicola ligure Bisson produce e mette già in vendita lo spumante metodo classico Abissi, 6500 bottiglie invecchiate in mare a 70 metri di profondità davanti alla Baia del Silenzio di Chiavari. La qualità di questo spumante pare che sia davvero elevata.

A quella profondità, l’assenza di ossidazione, di luce e di correnti danno come risultato un prodotto straordinario. Le bottiglie vengono calate in mare a primavera, quando le acque sono più tranquille, da un’equipe di sub mista agli esperti di casa Bisson. Gli stessi che seguono le varie fasi dell’invecchiamento e che si occuperanno di recuperarle a fine invecchiamento.

Nel mare Adriatico invece si immergono bottiglie di Sangiovese, Albana, Cabernet e Merlot. È la Tenuta del Paguro che al largo delle coste di Ravenna utilizza i resti della piattaforma Agip sommersa dal 1965 come habitat naturale in quella che oggi è un’oasi naturalistica sottomarina protetta.

La piattaforma inabissata a 35 metri sotto al mare ha creato un reef artificiale che è stato subito adottato dalla fauna e dalla flora come supporto e rifugio. Così, da una tragedia è nata un incanto, dichiarato Sito di Importanza Comunitaria. E 2000 bottiglie riposano in quest’oasi marina.

In acqua dolce invece, ci sono le bottiglie dell’azienda Vallecamonica che riposano in fondo al lago d’Iseo per 24 mesi a temperatura e pressione costanti, un Pas Dosè con un sapore più morbido e amalgamato, senza aggiunta di zuccheri.