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L’immagine di una persona di una certa età che se la prende con il mondo intero è un luogo comune, ma… come si fa a controllare la rabbia?

Ogni giorno, le occasioni per arrabbiarsi non mancano. Qualcuno che ci passa davanti nella coda del supermercato, l’auto che ci sfiora sulle strisce, il vicino che fa rumore… ed ecco che esplode la voglia di protestare.

Per non essere catalogati come brontoloni impenitenti, bisogna imparare a capire da dove viene questo nostro desiderio impellente di sfogarci, cosa ci fa scattare la mosca al naso e in che  modo la rabbia influisce sui nostri rapporti quotidiani, come influenza il nostro stato d’animo.

bellavitosi_rabbia-arrabbiarsi.jpgLa volontà può aiutarci a risolvere le contrarietà che si presentano sul nostro cammino?

Purtroppo conoscete già la risposta: è no. Quindi bisogna cominciare ad imparare come affrontare le avversità, perché a lungo andare la cosa può diventare pesante per noi, e noi pesanti per gli altri.

Non si tratta di bloccare la rabbia, cosa che sarebbe comunque impossibile fare per più di un giorno, ma piuttosto di apprendere come affrontare le avversità reagendo in un altro modo.

La rabbia si vede anche su chi si reprime e non dice nulla: il corpo si irrigidisce e lo sguardo s’incupisce. In modo incosciente, le nostre emozioni escono fuori lo stesso e lasciano trasparire l‘ira che monta dentro.

Scopriamo ciò di cui abbiamo veramente bisogno.

bellavitosi_rabbia-arrabbiarsi-bisogni.jpg Se ci riferiamo alla piramide di Maslow, che cataloga i nostri bisogni, possiamo fare un esempio: il nostro partner non ha fatto qualcosa che contavamo avrebbe fatto, anche se aveva giurato. Il nostro bisogno di sicurezza si indebolisce, e questo fa scattare in noi un genere paura, di insicurezza, che non riusciamo a canalizzare, anche se cerchiamo di razionalizzare la cosa.

Quindi, ci arrabbiamo perché in realtà ne abbiamo bisogno. Protestare in effetti compensa il bisogno vitale di proteggersi, di sopravvivere. Manifestare disappunto è un meccanismo di difesa.

Innanzitutto è importante sapere perché ci arrabbiamo.

La prossima volta che ci arrabbieremo, per non passare come una persona polemica o cattiva, possiamo prenderci qualche secondo per riflettere su queste domande:

1 – Contro chi o che cosa mi sto arrabbiando?
2 -Che cosa mi sta dando fastidio?
3 – Qual è la mia parte di responsabilità?
4 – Qualcuno può in qualche modo rimediare alla mia insoddisfazione?
5 – Come?
6 – E io che posso fare per rimediare alla mia insoddisfazione?

Facciamo passare il messaggio nel modo giusto per farci capire.

Sapere ciò di cui abbiamo bisogno è importante, perché ci permette di esprimerlo correttamente in modo che l’altro ci possa capire.

Ispirandoci al metodo di Comunicazione Nonviolenta di Marshall B.Rosenberg, nel momento in cui la rabbia sta scattando, possiamo respirare profondamente cercando di riordinare le idee: cosa vogliamo che l’altro recepisca?

Per esporre la nostra posizione, comunichiamo il nostro dissenso andando all’essenziale senza cercare di giustificarci o di accusare. Ascoltiamo le ragioni degli altri senza giudicare e senza pregiudizi, evitando di pensare al loro posto. Infine, proponiamo una soluzione e domandiamo all’altro che cosa ne pensa.

Guardiamo il problema a monte per gestire i momenti di crisi.

Si può preparare il terreno in anticipo per evitare di arrabbiarsi, prima di affrontare situazioni che di solito sono per noi problematiche: per esempio dire subito cosa pensiamo. Possiamo così analizzare i fatti a mente fredda ed evitare le distorsioni cognitive che potrebbero poi influire sul nostro giudizio e le nostre reazioni.

Arrabbiarsi nel modo giusto fa bene.

Sfogarsi ed esplodere alla prima contrarietà placa delle emozioni e ci dà l’impressione di sbarazzarci di una difficoltà interiore. Genera un momentaneo stato di appagamento che ci sembra di non poter ottenere altrimenti.

Ma se è un modo di reagire che può soddisfare psichicamente sul momento, può anche lasciare l’amaro in bocca.

Come ci vedono gli altri? E alla fine, tutto questo ci fa stare davvero bene?

Imparare a gestire la rabbia, a capirne le ragioni, non solo aiuta i rapporti con il nostro contesto sociale e l’immagine che presentiamo di noi, ma fa bene anche alla salute, al nostro cuore, al nostro cervello.