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La vita di coppia è un “ambiente protetto” che ha bisogno di una propria armonia della quale nutrirsi per sopravvivere con il passare degli anni. E’ un habitat che si crea nei primi tempi in cui si sta insieme, quando i due partner, presi dall’entusiasmo, mettono il loro rapporto davanti a tutto.

Con la routine, con l’arrivo dei figli e con il tempo l’amore non può restare immutato, ma è necessario che rimanga intatto almeno nei suoi valori fondamentali. Il sovraccarico d’impegni, la trascuratezza, la distrazione e il solito tran-tran quotidiano possono inquinare e intossicare questo habitat in cui vive l’amore di coppia.

La cosa che viene messa rischio prima di tutto è la sessualità, poi la voglia di stare insieme e infine quella di mettercela tutta per tenere in piedi l’idea stessa di “noi come coppia”.

Il mondo esterno non aiuta, perciò sta a noi e soltanto a noi difendere questo habitat e far sì che sia protetto dagli invasori. La parola habitat rende bene l’idea, perché con il tempo a potersi estinguere è proprio quell’ambiente fatto di spazi comuni in cui i due possano esprimersi con libertà, di un’atmosfera in cui ci siano stimoli, sorprese e la possibilità di rinnovarsi sempre, a qualunque età.

Si fa di tutto per tenersi in contatto con gli amici di Facebook, ma spesso non si fa quasi nulla per mantenere una buona relazione di coppia. La convivenza può diventare una valvola di sfogo, un bidone della spazzatura che raccoglie rancori e nervosismi e dove diamo il peggio di noi stessi, per mostrarci poi sorridenti all’esterno.

Per tenere in vita un rapporto che non sia di facciata ci vuole impegno: dedizione, onestà, dialogo, pazienza, coraggio, complicità, rispetto, progettualità. Sono tutti elementi che definiscono l’amore stesso, ma il fatto di essere innamorati non implica la capacità di saperli sviluppare e mantenere.

Gli intrusi pericolosi che a lungo andare logorano la vita di coppia sono tutte le attività che riguardano il rapporto con i figli, soprattutto se a dedicarsi a loro è in prevalenza solo un elemento della coppia. In questo caso, l’altro può maturare una forma di gelosia, con la sensazione di essere messo da parte nel circuito affettivo dei familiari.

D’altro canto, l’eccessiva disponibilità offerta ai parenti per pranzi o ritrovi familiari, o alle uscite in gruppi di amici, è un fattore di cui tener conto. Riprendere le uscite solo a due è una buona abitudine per ritrovare la voglia di stare insieme, da soli. Genitori, suoceri, amici e colleghi possono aspettare e non devono più dare per scontato il nostro tempo. E anche i figli devono imparare che ogni tanto i loro genitori hanno bisogno di tempo da dedicare a loro stessi.

Attenzione anche alla televisione sempre accesa che limita o impedisce il dialogo. E al tempo eccessivo passato a seguire i propri interessi o hobbies personali, escludendo l’altro.

Per una coppia non è mai tardi per fermarsi, fare il punto della situazione e tornare al punto di partenza. Certo cambiare abitudini ormai radicate non è facile, siamo circondati da sollecitazioni continue. Se l’amore è inaridito già da un po’, quasi c’è l’imbarazzo a riscoprirsi perché ci si conosce tanto, eppure non ci si conosce più veramente.

Ma se l’amore è stato reale e profondo all’inizio, può tornare a vivere e a rinnovarsi, in un habitat accogliente e “protetto”.