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Da millenni, la società è abituata a vedere coppie più o meno della stessa età. O dove è solo l’uomo essere più grande della donna, ma non il contrario. Qualcosa sta cambiando?

L’età è un metro di giudizio nella riuscita di una coppia?

Secondo un’inchiesta del Journal of Population Economics fatta nell’aprile 2018, la differenza di età in una coppia influenza la soddisfazione coniugale, che diminuisce nel tempo.

E uno studio della Emory University di Atlanta sostiene che quando la differenza d’età in una coppia è solo un anno, la possibilità di rottura si riduce al 3%.

Il modello tradizionale, negli anni ’60, vedeva l’uomo con in media 3 anni in più della donna. Negli anni seguenti la differenza d’età nella coppia è diminuita.

A partire dai primi anni ‘70 in alcuni paesi sono aumentate le coppie con un’età più elevata dell’uomo e quelle con la sposa più vecchia dello sposo.

Uno stereotipo che sta cambiando?

Molti, a ragione, pensano che in una società evoluta l’intesa di una coppia si dovrebbe costruire partendo da una condivisione degli stessi gusti, dall’attrazione reciproca e non solo da comuni ricordi dell’infanzia, riferimenti che è difficile avere se si ha un’età diversa.

Certi aspetti che un secolo fa erano impensabili in una coppia, oggi sono accettati e tollerati. Le donne sentono che potrebbe essere un loro diritto avere dei partner venti o trent’anni più giovani, come succede per gli uomini.

Una differenza che inquieta

Altre differenze si accettano meno in una coppia, anche se è politicamente scorretto evocarle. I sospetti nascono quando una persona anziana e ricca, di qualunque sesso sia, decide di sposare una persona molto più giovane e squattrinata.

Bisogna riconoscere che la società in questo caso guarda in modo più negativo e poco comprensivo la grossa differenza di età della coppia.

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