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L’inquinamento dell’aria di casa in moltissimi casi può essere anche 5 volte maggiore rispetto l’inquinamento che troviamo nelle strade della nostra città.

Come il cinema americano d’azione ci ha insegnato, il nemico oltre ad essere grande e grosso, mostruoso e armato ha un connotato unico: viene annunciato.

Può essere un arpeggio ansioso se è un thriller, un suono basso e vibrato che prende allo stomaco se è un alieno, una marcetta messicana se si tratta di un killer di Robert Rodriguez.

Oppure, ma questa è storia vera, un rombo di motore d’automobile se parliamo di PM10, uno dei componenti principali dell’inquinamento atmosferico delle strade urbane, vero nemico pubblico.

Ma con un nemico silenzioso e pure invisibile come ci si comporta, soprattutto se vive con noi nelle nostre case e negli altri spazi chiusi che frequentiamo tipo uffici, biblioteche, ristoranti, palestre?

Stiamo parlando dell’indoor air pollution, l’inquinamento dell’aria domestica.

Una ricerca condotta dall’EPA (Agenzia Protezione Ambiente del governo americano) ha stimato che l’inquinamento indoor è generalmente da 1 a 5 volte maggiore rispetto a quello outdoor e che l’esposizione dell’uomo all’inquinamento indoor è da 10 a 50 volte superiore all’esposizione nelle strade della nostra città.

Senza essere allarmistici diciamo che il problema è molto serio e nasce dalla constatazione che passiamo oltre il 90% del nostro tempo tra quattro mura, in locali chiusi con finestre chiuse in modo sempre più ermetico, in cui si crea e ristagna una quantità incredibile d’inquinamento atmosferico, di cui quello che arriva dalla strada è una percentuale minima.

La tecnologia moderna ci ha portato a disporre di prodotti per l’arredamento belli, eleganti e pure low cost. Ci ha regalato gioielli nel mondo dell’informatica, tv gigantesche con supporto di giochi, suoni, consolle. Cucine spaziali ricche di elettrodomestici, impianti di aria forzata che permettono di non aprire mai le finestre.

Ebbene in ognuno di questi elementi convive il lato oscuro, cioè il rilascio di inquinanti gassosi e pulviscolo sospeso.

Parliamo ad esempio dei composti organici volatili (COV), la formaldeide, ozono, monossido di Carbonio, ossidi di Azoto, biocontaminanti, particolato fine e ultrafine (PM10 e PM2,5), metalli pesanti.

I COV sono rilasciati da materiali di costruzione come le fibre minerali, vernici, pannelli a base legno, dai prodotti per le pulizie di casa i campi elettromagnetici generati da computer, tv e stampanti, le fibre minerali per l’edilizia rilasciate durante la ristrutturazione o la costruzione dell’appartamento.

La formaldeide è un altro composto organico che viene rilasciato normalmente da materiali di edilizia o di interior design in cui è utilizzata colla.

Purtroppo si inizia a parlare solo adesso di queste problematiche, non esistono leggi a regolamentazione e protezione degli ambienti casalinghi dall’air pollution e, per quanto riguarda gli uffici, esistono delle indicazioni di massima da parte dell’INAIL riguardanti solo le condizioni del posto di lavoro.

Se anche adorate i cocktail evitate di tuffarvi in questo mix chimico e cominciate ad organizzarvi per contribuire a ridurre l’alto tasso di inquinamento casalingo.

Dopotutto di sfide nella vostra vita ne avete affrontate tante e questa può essere molto importante riguardo la vostra salute.

Ecco il primo consiglio.

Fate areare il vostro appartamento aprendo le finestre per lungo tempo. Soprattutto durante le giornate di vento.

Attenzione agli orari però, il segreto è quello di aprire le finestre solo quando la zona antistante la vostra finestra è già illuminata dal sole, così da poter attivare uno sbalzo termico e favorire lo scambio.

Nelle prime ore del mattino la cappa creata dalle condizioni notturne impedisce tale fenomeno.

Per approfondimenti e consigli ci rivediamo sempre qui tra qualche settimana.

PIETRO FOLLINI

 

Pietro Follini, founder di Urban Symbiosis Design, progetta e realizza oggetti e sistemi che migliorano, sotto il profilo estetico e quello del benessere, la qualità della vita dell’individuo e della collettività in cui è inserito.