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I nostri oggetti ci stanno soffocando. Abitiamo in case sempre più ingombre di cose. Continuiamo a comprarne di nuove ma non siamo capaci di buttare quelle vecchie.

Dove ci porterà il nostro disordine? E come evitare che il pieno che c’è intorno a noi non finisca per assediarci?

Ogni volta che andiamo a dormire, il nostro cervello si ripulisce dai ricordi inutili della giornata per fare spazio ad altri pensieri che ci torneranno utili domani. Dovrebbe essere così anche per la nostra casa, i nostri spazi. Dovremmo conservare solo quello che ci serve veramente, per conquistare l’ambiente più libero e salutare, sia come stato fisico che psicologico.

Liberarsi dall’inutile viene ora chiamato con un termine più alla moda: “decluttering”.

E’ una filosofia che sta andando di moda e che molti tentano di seguire.

Sbarazzarsi della fuffa inutile è cominciare un lento cammino sulla via della serenità.

Perseguire i valori reali e le relazioni interpersonali invece che accumulare, acquistare, desiderare gli oggetti. Non cadere nel tranello di farsi rappresentare la propria identità dagli oggetti invece che dalla vera essenza di noi stessi.

Le implicazioni emotive dell’accumulo sono tante e diverse. Ma sempre dietro l’accumulo c’è il bisogno di attribuire alle cose un valore affettivo che va ben al di là del loro uso effettivo.

Vediamo quali sono le ragioni per cui i nostri spazi sono sempre più ingombri. (segue)

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